Etichettato: concessione demaniale

Giurisdizione del Tribunale superiore delle Acque pubbliche su ogni questione concernente l’uso del demanio idrico. T.A.R. Toscana Firenze Sez. III, Sent., 07-01-2015, n. 8

Il Comune di Firenze ingiungeva la demolizione di un manufatto di vetro costruito su una sponda dell’Arno a servizio di un ristorante, negando il condono. Seguivano due ricorsi della società titolare del manufatto, che lo aveva costruito anche in virtù di concessioni d’uso dell’Agenzia del Demanio, nel frattempo scadute ma rinnovabili.

Il Tar rileva il proprio difetto di giurisdizione in favore del Tribunale superiore delle Acque pubbliche sui motivi di impugnazione che riguardavano la violazione della normativa sulle distanze delle costruzioni dagli argini dei fiumi, accogliendo gli altri.

Tra questi, merita particolare attenzione quello per cui la costruzione sul demanio non comporta di necessità l’illegittimità dell’opera, che segue solo in difetto della concessione da parte dell’Agenzia del Demanio.

T.A.R. Toscana Firenze Sez. III, Sent., 07-01-2015, n. 8

Illegittimo il diniego di estensione della concessione demaniale in difetto di apposita istruttoria. T.A.R. Lazio Roma Sez. II ter, Sent., 05-01-2015, n. 35

Un esercente, titolare di concessione demaniale per l’occupazione di circa 5 mq di suolo pubblico ne chiede l’estensione per pochi metri. Il Comune (Roma Capitale) la nega, adducendo che l’estensione avrebbe ad oggetto un’area destinata a uso pubblico perché sede di una panchina, che nella realtà non esiste da tempo.

Il TAR Lazio annulla il provvedimento per difetto di motivazione, avendo l’amministrazione nella propria memoria difensiva dichiarato che l’area era stata assegnata a uso diverso (portabiciclette) da quello dichiarato nel provvedimento, comunque non incompatibile con la richiesta del ricorrente.

Un caso, quello delle “panchine fantasma”, assai ricorrente nella pratica, vista la tendenza delle amministrazioni comunali a non aggiornare mai alla realtà le planimetrie.

T.A.R. Lazio Roma Sez. II ter, Sent., 05-01-2015, n. 35

Il demanio portuale è strutturalmente orientato all’attività commerciale e non può esserne distolto dalla discrezionalità della P.A. T.A.R. Campania Napoli Sez. VII, Sent., 18-04-2014, n. 2214

Il T.A.R. Campania, settima sezione, ha annullato due delibere della Giunta Regionale della Campania con le quali si rinviava la concessione di aree portuali per ormeggio all’approvazione di un atto di programmazione. Il T.A.R. rileva che, così facendo, la P.A. rinvia senza termine la concessione di beni del demanio marittimo che, a differenza degli arenili, sono strutturalmente finalizzati a attività economiche.

La discrezionalità che la P.A. ha nella concessione di spiagge, per consolidato indirizzo giurisprudenziale, non può riconoscersi a giudizio del T.A.R. Campania nello stesso grado per la concessione di aree del demanio portuale. Nel primo caso, lo sfruttamento economico dell’area deve essere posto a bilanciamento con l’interesse alla fruizione collettiva del bene, mentre nel secondo, trattandosi di opere che non possono essere utilizzate che per l’espletamento di attività imprenditoriali, un’ampia discrezionalità della P.A. si traduce nell’indiscriminato condizionamento dell’attività imprenditoriale, col risultato di contrastare tutta la normativa europea in materia di concorrenza.

T.A.R. Campania Napoli Sez. VII, Sent., 18-04-2014, n. 2214