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Il disastro del bacino minerario di Mount Polley. Il ruolo delle First Nations

Il 4 agosto scorso un incidente gravissimo ha coinvolto l’impianto minerario di Mount Polley, nel British Columbia, di proprietà della Imperial Metals and Power, Ltd. La miniera produce minerale di rame e oro a cielo aperto, accumulando acque reflue in un bacino esterno, la cui diga si è rotta scaricando metalli pesanti e acidi nell’ambiente circostante.

Il danno per l’ambiente è enorme, come quello per la tenuta economica e sociale delle First Nations che vivono nell’area. Il riversamento di sostanze tossiche nel vicino Fraser River ha avuto pesanti conseguenze sulla risalita dei salmoni Sockeye, principale fonte di reddito delle popolazioni originarie.

Un seminario in rete si svolgerà il 17 settembre prossimo, curato dalla associazione Idle no more. Questo è il link all’iniziativa, che comincerà alle 8.00 pm EST (Eastern Standard Time), corrispondenti alle 13.00 ora italiana.

Dopo la sentenza della Corte Suprema del Canada, la Algonquin First Nation rivendicherà le proprie terre originarie.

Dopo la sentenza del 26 giugno scorso della Corte Suprema del Canada, altre First Nations stanno per reclamare vasti territori come loro proprietà originaria. La pronuncia della Corte Suprema ha stravolto i principi consolidati in materia, affermando che non solo i territori su cui sorsero villaggi veri e propri, ma anche quelli usati per caccia e raccolta non continuativamente, ma secondo il ritmo delle stagioni e delle tradizioni culturali sono proprietà delle Nations sulla base del cd. “aboriginal title”, i cui tratti vengono definiti compiutamente dalla sentenza.

Tra le Nations che potrebbero presto rivendicare una proprietà originaria, come da recenti notizie di stampa, è la  Algonquin First Nations.

La Corte Suprema del Canada decide in favore della proprietà collettiva delle popolazioni aborigene.

Pochi minuti fa (alle 9:51 ora locale di Ottawa) la Corte Suprema del Canada ha deciso all’unanimità in favore di una lettura molto ampia del cd. “aboriginal title”, quindi riconoscendo la proprietà collettiva delle First Nations non solo sui terreni permanentemente o continuamente abitati in passato dalle popolazioni originarie, ma anche su quelli utilizzati saltuariamente o comunque secondo le stagioni per attività di caccia, pesca o raccolta.
La sentenza costituirà senza dubbio un precedente importante cui altre First Nations oggi esistente sul territorio canadese potranno appellarsi.
Appena possibile, pubblicheremo il testo della sentenza con un primo commento.

La Corte Suprema del Canada decide oggi sulla proprietà ancestrale indigena

La Supreme Court of Canada dovrebbe emanare oggi, giovedì 26 giugno, il proprio verdetto a seguito di una controversia iniziata più di venticinque anni fa da alcune comunità aborigene sulla loro proprietà collettiva.

Una sentenza del 2007 della stessa Corte Suprema aveva riconosciuto alle First Nations la proprietà di tutte le terre sulle quali le singole comunità hanno avuto l’uso di cacciare, pescare, o comunque di mantenere attività organizzate. A questa visione si cerca di contrapporre un modello più ristretto di proprietà ancestrale, definito dai suoi detrattori “eurocentrico”, che limiterebbe la proprietà delle Nations alle sole aree di residenza permanente.

Di seguito alcuni link a articoli di stampa internazionali:

http://www.cbc.ca/news/canada/british-columbia/supreme-court-to-rule-on-tsilhqot-in-first-nation-land-title-claim-1.2688069

http://online.wsj.com/articles/canada-top-court-to-rule-on-aboriginal-property-rights-1403723926