Etichettato: concessioni spiagge

L’ottemperanza ad una sentenza di rigetto di concessione demaniale apre la porta ad altri richiedenti oltre al ricorrente. T.A.R. Puglia Lecce Sez. I, Sentenza 7 ottobre 2015, n. 2880

Un’interessante sentenza del Tar Puglia, sezione di Lecce, destinata a far discutere.
I fatti: un soggetto richiede al Comune di Gallipoli una concessione demaniale per l’installazione di un chiosco da adibire a bar. Il Comune la rifiuta, e il richiedente propone ricorso dinanzi al Tar, che decide in suo favore e annulla il provvedimento di rigetto.
Successivamente alla sentenza, il Comune di Gallipoli, senza procedere a un vero e proprio bando, pubblica sull’albo pretorio la domanda del richiedente, concedendo il termine di 20 giorni per la presentazione di osservazioni, reclami o ulteriori domande di concessione.
Spirato il termine, altri quattro soggetti chiedevano la concessione demaniale dello stesso tratto di litorale.

Il ricorrente chiedeva quindi l’ottemperanza della sentenza a lui favorevole, nel frattempo passata in giudicato; il Tar, con sentenza del gennaio di quest’anno, ordinava  al Comune di Gallipoli di ottemperarvi, e pertanto di adottare un “provvedimento conclusivo relativamente alla richiesta formulata dalla ricorrente per il rilascio di una concessione demaniale”, nominando un commissario ad acta per dare esecuzione al giudicato. L’amministrazione comunale rimase inerte e il commissario si insediò nella carica, ma senza adottare il provvedimento dovuto perché, nel frattempo, uno dei successivi richiedenti proponeva ricorso al Tar perché questi stabilisse che il procedimento per l’ottemperanza proseguisse con la comparazione delle istanze di concessione demaniale.

Il Tar giudica in favore di questo nuovo ricorrente, stabilendo che l’ottemperanza verso la sentenza che annulla un provvedimento di diniego di una concessione demaniale non si traduce per ciò stesso in un obbligo di rilasciare la stessa concessione, ma nella necessaria comparazione di tutte le domande presentate.
Una soluzione che avrebbe però dovuto implicare, a monte, che il dispositivo della sentenza da eseguire contenesse un cenno in tal senso.

In questo modo, il Tar finisce difatti per legittimare una sorta di procedura evidenza pubblica condotta “a posteriori” dal Comune e priva di molti dei requisiti di legge.

T.A.R. Puglia Lecce Sez. I, Sentenza 7 ottobre 2015, n. 2880

Il ritirarsi della battigia non comporta necessariamente l’estinzione della concessione demaniale. Il ruolo decisivo della consulenza tecnica d’ufficio. T.A.R. Calabria Catanzaro Sez. I, Sentenza 29 aprile 2015, n. 758

L’articolo 45 del Codice della navigazione stabilisce che ove i beni del demanio marittimo dati in concessione subiscano modificazioni per cause naturali,  il canone venga ridotto ove tali modificazioni restringano l’utilizzazione della concessione, che invece si estingue nel caso in cui  le modificazioni siano tali da renderne impossibile l’uso.

Sulla base di questo articolo un comune  revocava la concessione di un tratto di spiaggia,  affermando che la stessa si sarebbe ristretta enormemente a causa di forti mareggiate. Il concessionario propose ricorso, evidenziando come il restringimento dell’arenile fosse di modeste proporzioni e non impedisse, in ogni caso, l’utilizzo della concessione demaniale.

Il Tar di Catanzaro ha disposto  una Consulenza tecnica d’ufficio,  mezzo istruttorio oggi ammesso dal 2010 dal Codice del processo amministrativo, con una forte innovazione rispetto alle regole processuali precedenti, che lo negavano. La consulenza ha verificato come effettivamente le mareggiate avessero eroso la spiaggia solo in piccola parte, e come la stessa fosse ancora pienamente utilizzabile. Da qui l’annullamento dell’atto impugnato, emesso in flagrante carenza dei presupposti.

La pronuncia mostra come la c.t.u. – strumento ancora ritenuto poco consono al giudizio amministrativo- possa trovare un campo d’elezione nei ricorsi per le concessioni demaniali marittime le quali, basandosi su dati tecnici oggettivi, ben possono essere verificate dal giudice amministrativo su questo piano, senza che la sua valutazione si sostituisca a quella dell’amministrazione.

T.A.R. Calabria Catanzaro Sez. I, Sentenza 29 aprile 2015, n. 758